mercoledì, 07 dicembre 2005

Un'Italia diversa

Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave senza nocchiere in gran tempesta,
non donna di provincie, ma bordello.
Dante, Purgatorio, Canto VI

Queste poche righe le dedico a Irene, perché Irene è amica mia e so che mi capisce, quando le dico che siamo l’ultimo paese in Europa a vietare un qualsivoglia riconoscimento legale alle unioni tra persone dello stesso sesso, mentre leggi ad hoc ci sono anche in Canada, Israele e Sud Africa. Irene è amica mia, perché abbiamo la stessa sensibilità politica e civile e a lei si accappona la pelle come a me, quando sente che, mentre gli altri stati fanno leggi per dare diritti e tutelare i cittadini, in Italia si fa una commissione di studio sulla legge sull’aborto, seguendo la limpidissima logica, che, non importa che abbiamo il tasso di aborti più basso d’Europa, che il tasso continua a scendere da quando la legge è stata approvata, che non ci sono praticamente più aborti clandestini, se le donne continuano comunque ad abortire e in Italia nascono sempre meno bambini, la colpa è della legge n°194. Irene ed io siamo amiche, perché condividiamo le stesse indignazioni e la stesso senso di rabbiosa impotenza, quando guardiamo le forze dell’ordine sgombrare a forza di manganellate gli abitanti della Val Di Susa, che si oppongono ai lavori per l’alta velocità e un ministro della Repubblica dichiarare che il dissenso di chi vive in quella valle non conta niente e i lavori si faranno e basta. Io e la mia amica siamo italiane e, come molti altri italiani, anche se non tutti, proviamo un profondo senso di umiliazione, quando il governo degli Stati Uniti D’America dichiara che i nostri servizi segreti, quindi il nostro governo, hanno consentito che militari americani rapissero ed espatriassero a forza un uomo residente a Milano, perché sospetto di avere legami col terrorismo internazionale. Solo una cosa Irene non può capire: il grande sentimento di speranza, che sento nel cuore, quando guardo lei e le altre persone come lei, che ancora mi fanno credere che un’Italia migliore di questa è possibile e che, dalla rabbia e dall’indignazione, nasce il senso di rivolta e la volontà e la volontà di cambiare le cose.

postato da: antonellarusso alle ore 16:22 | link | commenti (5)
categorie: politica

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